Ogni periodo storico è illuminato da esseri speciali che attraverso la propria visione olistica aprono nuovi sentieri alla volta di un progresso al tempo stesso tecnologico e spirituale.

Questa è l’era di Neri Oxman, architetta israeliana definita dal New York Times “la Leonardo da Vinci del nostro tempo”.

INDICE:
  1. Un percorso di studi variopinto
  2. Il ciclo di Kreb della creatività
  3. Ecologia materiale
  4. Progetti visionari

1. Un percorso di studi variopinto

Nata ad Haifa dall’unione di due architetti, la Leonardo da Vinci del nostro tempo ha trascorso la sua infanzia “tra Natura e Cultura”, ovvero tra il giardino di casa della nonna e lo studio d’architettura dei genitori. Dopo aver frequentato per due anni la facoltà di Medicina a Gerusalemme, la morte della nonna la spinse a cambiar strada verso Architettura, prima ad Haifa e poi a Londra. Neri Oxman si è poi spostata a Boston, dove ha conseguito il Ph.D. in Architettura e dove è infine diventata professore associato al Media Lab del MIT.
2. Il ciclo di Kreb della creavitità Sin dai suoi primi passi nel mondo dell’Architettura Neri Oxman avvertì quanto fossero separate tra loro le quattro dimensioni della creatività – Arte, Scienza, Ingegneria e Design. Spinta dalla sua passione per la Natura e dalla convinzione che il vero progresso può realizzarsi soltanto all’intersezione tra diverse discipline Neri decise di spezzare il modo tradizionale di fare ricerca e iniziò a seguire un approccio non convenzionale. Per descrivere il cambio di paradigma da lei proposto teorizzò il cosiddetto Ciclo di Kreb della Creatività, uno schema ispirato dal ciclo biochimico con cui le nostre cellule metabolizzano i nutrienti per ricavare energia: in modo simile secondo Neri Oxman gli esseri umani possono generare un flusso di energia intellettiva connettendo in un circuito ciclico Arte, Scienza, Ingegneria e Design.

Il Ciclo di Kreb della Creatività

Secondo il modello proposto da Neri Oxman:

  1. La Scienza colleziona informazioni per generare conoscenza;
  2. L’Ingegneria utilizza le conoscenze scientifiche per generare utile per l’uomo;
  3. Il Design da corpo all’utile creando oggetti che possono effettivamente cambiare il Comportamento umano;
  4. L’Arte studia il comportamento per ottenere informazioni sull’uomo;
  5. Il nuovo tassello d’informazione conferisce ulteriore carburante alla Scienza.

Mentre i passaggi da Scienza ad Ingegneria e poi da Ingegneria a Design e infine da Design ad Arte sono ben riconosciuti, la sfida consiste nella transizione da Arte a Scienza e viceversa.

Secondo Neri Oxman “Questo può accadere soltanto se credi nel magico, se sospendi il tuo scetticismo”.

3. Ecologia materiale

Credere nel magico e dar vita al Ciclo di Kreb della Creatività è ciò che guida Neri Oxman nel suo percorso di Ecologia materiale, un campo del quale può esser considerata la fondatrice e che si distingue per le seguenti caratteristiche:

  • Creare nuovi materiali e prodotti di design all’insegna di una relazione sostenibile con l’ambiente nel quale vengono installati, sostituendo plastica ed altri materiali tossici con alternative biodegradabili;
  • La Natura come al tempo stesso fonte di ispirazione, strumento e fine dell’Ingegneria;
  • Interattività: come gli organismi biologici si adattano a diversi stimoli esterni così anche i materiali progettati da Neri Oxman a differenza di quelli tradizionali non sono statici, bensì multifunzionali e reattivi ai cambiamenti dell’ambiente esterno;
  • Sviluppare tecnologie innovative di biologia sintetica, design computazionale e fabbricazione digitale.
water-based digital fabrication

Fabbricazione digitale

4. Progetti visionari

Insignita di diversi premi prestigiosi e inserita da ICON nella lista dei “20 Architetti che plasmeranno il nostro futuro”, le creazioni che scaturiscono dal laboratorio di Oxman a Boston hanno l’ambizione di “essere al tempo stesso presentabili nell’atrio del MOMA e sulla copertina delle riviste Nature e Science”.

Un esempio paradigmatico è il Padiglione di seta, un’installazione ottenuta con circa 65000 bachi che rilasciano la seta su un’impalcatura di nylon predisposta in modo razionale. Questa struttura è stata realizzata senza dover ricorrere alla procedura tradizionale di bollitura del bozzolo in cui vive il baco, bensì lasciando che il baco sviluppi il proprio ciclo vitale: un modello di come la Natura possa essere coinvolta in modo sostenibile nei processi di design.

Silk Pavilion

Padiglione di seta

Tra i molti altri progetti affascinanti realizzati dal gruppo di Neri Oxman, particolarmente rilevante dal punto di vista filosofico è Lazarus, una maschera mortuaria che a differenza di quelle tradizionali è disegnata per accogliere lo specifico volto di chi la indosserà e per custodirne l’ultimo respiro.
La sua realizzazione è stata possibile ricorrendo a dati computazionali, modeling digitale del flusso d’aria potenzialmente generato dall’ultimo respiro dell’indossatore e stampa 3D della maschera con un materiale specifico per questo obiettivo.

Lazarus

Lazarus

Come spiegato da Neri Oxman, le tecnologie sviluppate per Lazarus potrebbero tornar utili in un futuro non tanto lontano in cui indosseremo interfacce specifiche per la conformazione non soltanto fisica, ma anche genetica dell’utente.

Tutto ciò secondo Neri Oxman è in linea con il suo personale obiettivo di “creare soluzioni per problemi che non esistono ancora. Immaginare problemi nuovi, piuttosto che risolvere quelli che già conosciamo”.

Redazione scientifica – Nabu Creative Studio

 

Bibliografia: 

  1. https://oxman.com
  2. Abstract: The Art of Design (stagione 2, episodio 2). Netflix
  3. Age of Entanglement. Journal of Design and Science.